mercoledì 5 aprile 2017

Maremontana 2017 - 46km



Una nuova bella esperienza ultratrail alla Maremontana 2017! Sono molto contento di avervi preso parte perchè anche se il meteo non era molto favorevole è sempre una bella avventura parteciapare a questi eventi... E' stata una tirata perché ho chiuso la palestra il sabato sera e poi il tempo di mangiare un boccone, preparare tutto e via in auto verso Loano. Tre orette di sonno e poi sveglia alle 4.30 del mattino per controllo zaino e ritiro pettorale. Partenza alle 6.00 circa...
Iniziare una gara così partendo con la corsa nella sabbia era una situazione che ancora mi mancava! Dopo un chilometro è però iniziata la salità che ci avrebbe portato poi nell'entroterra ligure e osservando la cartina nemmeno troppo lontano da Calizzano!
Tutto il percorso è stato un gran sali e scenti con vetta massima a 1000m di quota, che tenendo conto di esseresuelle sulle alpi Luguri si tratta già di un bel dislivello! Certo nulla a che vedere con le montagne cuneesi, il paesaggio però era da favola con il mare in lontananza. Certo vista la pioggia battente per quasi tutto il tempo il panorama lo si scorgeva solo a tratti, specialmente nella parte iniziale.



Tutto un sali e scendi che però non martellava troppo le gambe, salvo quando le discese si presentavano fangose e scivolose. Le cadute erano praticamente all'ordine del percorso!
I punti di ristoro erano messi nel punto giusto, anche se ho fatto un bel pasto prima di partire e poi solo più qualche assaggio ai vari rifornimenti... Ho scelto di iniziare la percorrenza davvero piano perchè i miei chilometri nelle gambe erano pochi. Nonostante ciò alla fine del tracciato, dopo 7 ore e 26 minuti di percorrenza, non mi sentivo affatto stanco. In virtù anche del fatto che sia il pasta party dell'arrivo, le docce e il parcheggio auto erano in posti diametralmente opposti in tutto Loano! Quindi i chilometri a piedi a cose fatte non mancavano per nulla! Doccia, riposino in auto e quindi qualche ora alla guida per tornare a Revello...



Ora proseguirò che gli allenamenti, in vista di alcune peripezie per un programma per conto mio...

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martedì 28 marzo 2017

Uscita di 35km prima della Maremontana di 46km

Ho voluto fare questa uscita, che inizia ad essere chilometricamente ragguardevole con i suoi 35km, in vista della ultratrail Maremontana di Loano sulla lunghezza di 46km. Certo, se si pensa alle distanze ben più impegantive tipiche dell'ultratrail 35km sono proprio solo un antipasto! Tutto però deve essere visto coi giusti paragoni, dato che ho iniziato le uscite a fine gennaio in questo 2017 e spesso il meteo ha fatto i capricci... Per cui il mio livello ad ora è del chilometraggio qui descritto, con incrementi graduali su tale distanza. Per qualche strana vicissitudine del destino, a pennello mi è capitata sott'occhio la pubblicità su facebook per questa bella iniziativa ultratrail ligure che sembra fatta apposta per me! Bisogna scrivere che la Maremontana è ben più lunga con i suoi 63km, però non bisogna avere 'gli occhi più grossi della testa' quindi secondo me è stato più saggio optare per una distanza intermedia rastando comunque sul livello ultratrail.
In questi 35km di allenamento attorno e in cima al Monte Bracco ho voluto risperimentare una vecchia tecnica legata al consumo di grassi prima e durante la percorrenza. Ho scelto l'olio/burro di cocco per via dei lipidi a catena corta che contiene. Devo scrivere che ha funzionato davvero alla grande mel momento prima di partire e per le tre ore successive. Fatto però il primo spuntino a circa 18 km ho notato nei minuti seguenti una calo della prestazione. Quindi di nuovo uno spuntino alla quinta ora di soli grassi e ho notato un nuovo poderoso calo! Non so spiegare esattamente il motivo. Però ho ipotizzato che il nostro organismo nella lunga resistenza si basa sul un metabolismo quasi completamente aerobico incentrato quindi sull'ossidazione dei grassi. Probabilmente io fornendo i grassi dall'esterno sono andato a bloccare la naturale lipolisi energetica endogena e quindi si è creato una sorta di 'corto circuito energetico'. Infatti se alla partenza i grassi circolanti sono pochi e la performance può avere un grosso beneficiofornendoli col cibo, come ho sperimento. Durante la prestazione tale meccanismo è già in atto spontaneamente, con riserve enormi stoccate all'interno del corpo di chiunque... Pertanto forse durante l'attività è più ideoneo il consumo di zuccheri che nonostante l'azione aerobica sia basata su altre fonti il consumo, lo zucchero rimane fondamentale in azzioni di accelerazione sparse nelle ore di tragitto... E' un discorso a mia avviso complicato che merita altra sperimentazione.
La conclusione dell'allenamento è stata un ora più lunga del solita, arrivando al traguardo intorno alle 6 ore e 30 minuti. Mentre di solito il tempo di chiusura variava tra le 5 e le 5 ore e 30 minuti. Una bella differenza che forze è anche dovuto al fatto della prima volta per tale distanza dopo molti molti mesi! Oppure i grassi durante lo sforzo hanno penalizzato tutto quanto?! 

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martedì 7 marzo 2017

...Altra nuova uscita di 24km trail sotto le interperie

Ciao a tutti, scrivo con piacere che queste uscite stanno dando buoni frutti grazie al Monoallenamento... Con soddisfazione ho concluso un giro del Monte Bracco con molte insidie metorologiche. Infatti quei soliti 24km hanno preso tutta un'altra piega sotto la pioggia impetuosa prima e la neve a fiocchi grossi dopo! Sono stato contento di riuscire a chiudere bene questo anello, che ormai conosco come le mie tasche quando il percorso è pulito, invece però il tutto è coperto di neve la percezione si trasforma radicalmente. Onestamente sono partito sotto un pioggia debole e speravo che con l'avanzare della giornata di tempo migliorasse, purtroppo la pioggia si è fatta più forte. In aggiunta salendo di quota la neve si è diventata fitta e ben si depositava sul terreno, tanto che a quei 1300m circa della punta del colle potevo sprofondare fino al ginocchio!
Si è vero il tempo di percorrenza è salito molto ma dopotutto c'era da aspettarselo, chiudendo l'anello con 4 ore e 20 minuti.



Per le prossime avventure in solitaria che ho in programma nei prossimi mesi le cose sembra che stiano procedendo bene, non volgio sbilanciarmi. In ogni caso al prossimo allenamento salirò a 35km, sempre se non ci saranno altri imprevisti meteo!


Nota a parte: ho sperimetanto l'uso del magniesio e vitamina C in alto dosaggio nella borracia per alcalinizzazione corporea durante l'allenamento... Ci devo ancora lavorare ma sembra promettere bene...


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sabato 18 febbraio 2017

Primo allenamento trail del 2017 col Monoallenamento


Un altro anno di 'sfide' ultratrail sta per prendere il via... Grazie alla tecnica del Monoallenamento sono decisamente rilassato perché ormai so già a priori che anche quest'anno andrò tranquillo ma 'costante' per giungere ai traguardi prefissati, sfruttando il mio passo senza forzature o infortuni di sorta...


Ho continuato a fare sporadici giretti tra fine novembre ed inizio febbraio ma le cose da oggi iniziano a prendere un nuovo spessore per arrivare a completare distanze ultratrail. Non so ancora se sfrutterò l'allenamento per prendere parte a competizioni o solamente al fine di completare alcune avventure in solitaria a cui da un po' penso... Se non parteciperò a gare sarà la prima volta negli ultimi 11 anni. Non mi sento più molto motivato verso la competizione, non tanto per il risultato perché ho sempre fatto parte di quelli che arrivano 'dietro' e continuare o meno farebbe poca differenza, perché non credo che all'improvviso mi sbloccherei dai miei soliti piazzamenti incentrati sempre tra il primo quarto e il primo terzo della classifica. Si tratta più che altro di fattori legati alla motivazione, allo stress del tempo, della velocità, del giorno inderogabile della partenza e tanti altri fattori... Mentre l'impresa in solitaria ti lascia spazio per fare, modificare, agire... Ma soprattutto è una tua creazione! Infatti il senso di libertà che ne deriva ti fornisce voglia di mettermi in gioco. Non sono sicuro se sarà l'anno che metterò in atto questa mossa però ci sto pensando da tempo e prima o poi passerò definitivamente all'alternativa di praticare lunghe percorrenze in modo indipendente.
Senza divagare il giro di oggi è stato stimolante, un po' per il meteo ideale, la prima volta dopo natale a oggi. Inoltre non ho spinto, mi sono dosato e così ho risparmiato parecchie risorse arrivando agevolmente al traguardo del 19esimo km in 3 ore per 1490m di dislivello positivo...

Ho colto l'occasione inoltre per testare finalmente la Cam Nilox Mini F che mi ha regalato mia moglie per natale, con molta soddisfazione! Del resto è possibile vedere il video incorporato nel presente post di Blogger. Ho potuto effettuare alcuni scatti aggiunti a questa pagina. Credo che questa soluzione di registrazione sia fantasticamente economica e produttiva, con un sacco di accessori ad un prezzo intorno ai 50 euro!

Per concludere queste righe voglio riportare la prima sperimentazione da parte mia delle 'mega dosi' di vitamina C' sul campo per tamponare la stanchezza inibendo la produzione di cortisolo, tipica delle lunghe percorrenze e fattore scatenante progressiva stanchezza ed intorpidimento. Produrrò sull'argomento una completa esperienza sulla mia pagina web.



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domenica 8 gennaio 2017

Prevenire il cancro con ultratrail

È da un po' di tempo che ho in mente i concetti che stanno per seguire, frutto di alcune intuizioni. Riporto questi pensieri con il più completo beneficio del dubbio vista la delicatezza dell'argomento e la più totale assenza di fondamenti scientifici provati.... Si tratta solamente di mie personalissime teorie legate all'esperienza ultratrail vissuta in questi anni e relative deduzioni in merito.
Vorrei scrivere in questo articolo su una delle tante finalità benefiche dell'ultratrail. Si perché gli effetti positivi di questa disciplina sono svariati, con però l'opzione di stare attenti a non esagerare vista la reale possibilità d'usura corporea se non sono rispettati i giusti tempi di recupero.
Non voglio menzionare tecniche di allenamento relative alla performance dell'atleta ma ad una soluzione che può migliorare l'efficienza metabolica e la prevenzione di molte malattie, qui tutto è rivolto in particolare a una di quelle che fanno più paura: il tumore!
Lo sport ed in particolare la vita sana sono l'arma più efficace per proteggere il corpo da svariate malattie. L'ultratrail però è a mio avviso la soluzione di prevenzione più potente contro il cancro. Non legata ad un farmaco di qualche genere o a un determinato cibo ma solo al puro e semplice movimento. Attenzione vorrei sottolineare bene la parola prevenzione e non cura! Questo credo che sia un fattore importante al quale il lettore deve prestare la massima attenzione!
Infatti l'ultratrail per la sua caratteristica incentrata all'uso fisico ad oltranza fa si che il corpo si 'nutra letteralmente di se stesso' durate la performance. Ciò rappresenta il fattore chiave fornito da questa singolare disciplina per la prevenzione di questa subdola malattia.
Il metabolismo corporeo inizia a selezionare, durante una percorrenza ultra, quali tessuti sono maggiormente sacrificabili per far si ché si possa proseguire. Anche se il cibo viene introdotto dall'esterno, rappresenta comunque una minima quantità per poter fornire gli elementi necessari al proseguimento dell'impresa. Infatti mentre si pratica ultratrail difficilmente arriva la possibilità di dedicarsi ad imponenti abbuffate, altrimenti l'obbiettivo dell'arrivo diventa cosa remota. Le imprese ultra vengono svolte solitamente in una condizione che solitamente si avvicina ad una sorta di semidigiuno controllato. Pertanto il metabolismo per garantire il funzionamento fisico deve attingere dalle riserve energetiche stoccate(glucidi e lipidi) ma non solo. Vengono così 'bruciati' molti altri 'tessuti sacrificabili' e non necessari alla funzionalità corporea in atto in quel momento. Inoltre lo smaltimento delle tossine risulta altamente attivo, sia per mezzo dell'intensa sudorazione che dal catabolismo distribuito fra i vari tessuti(ossa, muscoli, tendini, organi...) tutti quelli sacrificabili, come appena accennato, o già danneggiati per altre circostanze e non immediatamente necessari alla durissima attività in corso...
Nel calderone delle 'parti sacrificabili' possiamo aggiungere eventuali crescite anomale, che anche se non ancora degenerate in processi tumorali possono diventarlo. Grazie all'ultratrail ed al suo straordinario impiego di risorse questo 'nutrirsi di se stesso' da parte del corpo, diventa possibile! Attenzione però, il meccanismo indotto dalle lunghe percorrenze non conduce all'aptosi(suicidio) cellulare di cui tanto si sente parlare oggi nella ricerca dedicata al cancro ma ad una disgregazione per produrre elementi nutritivi semplici necessari all'azione in corso, partendo da quelli meno necessari. Si tratta di una vera selezione metabolica dei tessuti in una situazione di crisi autoinflitta. Una sorta di smantellamento fisico. Ritengo che sia straordinario che uno sport possa avere delle proprietà così forti nei confronti della prevenzione tumorale, anche se ritengo prematuro parlare di cura dato che con ogni probabilità non esistono studi a riguardo. Ma perché lo sport è l'arma più formidabile nell'arsenale della salute di ogni persona ed è sempre l'ultima ad essere presa in considerazione dalla scienza?! Credo ché sia una domanda lecita visto ché il nostro organismo è 'progettato dalla natura' per muoversi ed interagire con l'ambiante. La sedentarietà è l'anomalia che il più delle volte sta alla base di ogni patologia... Qui emerge la solita retorica di natura economica: lo sport è una soluzione a buon mercato che non arricchisce adeguatamente chi lo promuove!
In virtù di queste considerazioni se il lettore è una persona sana che però a livello famigliare presenta una parentela con altri membri che sono malati o sono stati malati di cancro, allora l'utente farebbe bene a prendere in considerazione l'ultratrail per la prevenzione tumorale.
Si tratta di una disciplina più che altro legata alla forza di volontà nella andare oltre la fatica. Alla determinazione di raggiungere traguardi lontani decine o centinaia di chilometri con tappa unica in mezzo alla natura su percorsi spesso montani. È uno sport bello e avventuroso, da praticare per lo più in solitudine, con un'alta attitudine meditativa che permettere di conoscere a fondo se stessi ed i propri limiti, di sperimentare una nuova condizione della sopportazione fisica. Si diventa così un tutt'uno con la natura.
L'ultratrail è un esperienza incredibile che quando la si conosce non la si abbandona più e se in aggiunta può esistere la possibilità che possa essere preventiva nei riguardi di un patologia grave come il tumore, allora deve essere presa in considerazione dalla comunità dei ricercatori ma anche dai nuovi praticanti con un situazione famigliare a rischio.

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lunedì 28 novembre 2016

Recupero Ultratrail e carico multivitaminico/minerale

L'ultratrail è di certo un'attività avventurosa che crea nel praticamente appassionato un alto grado di dipendenza. Situazione che alla lunga porta ad andare altre le proprie capacità di recupero anche nei riguardi di coloro che stanno attenti a non 'forzare troppo la mano'.  Andare oltre un certo  chilometraggio a piedi in soluzione unica può portare facilmente ad una grande deplezione delle risorse minerali e vitaminiche interne. Infatti chilometro dopo chilomentro si vanno a consumare progressivamente non solo gli zuccheri ma anche i tessuti, si innesca una vera e propria combustione dei tessuti per garantire la prestazione. In gergo tencnico tale situazione viene denominata 'catabolismo fisico'.
Negli anni, pur con un organizzazione molto specifica grazie alla soluzione del Monoallenamento mi è successo sovente di sperimentare un forte calo metabolico dopo allenamenti e gare più lunghe. Per rimediare al problema ho tentato varie soluzioni per incentivare il recupero postallenamento, mangiando di più ma così facendo mi sentivo ancora più stanco per via del grosso carico di risorse verso l'apparato digestivo e il rischio di crampi, vista la grossa fetta di circolazione sottratta ai muscoli degli arti inferiori ormai completamente debilitati dalle ore di percorrenza continuativa...
Una soluzione che ho trovato ideale dopo molta sperimentazione con vari prodotti nel mondo dell'integrazione alimentare, é stata quella dell'assunzione di una pastiglia di integratore vitaminico/multiminerale.  Un espendiente che consumato subito dopo l'arrivo dalla performance restituisce via via un recupero sempre maggiore mano a mano che passano le ore. Si nota la differenza dal prenderlo al non prenderlo già nelle dieci ore successive all'arrivo dal giro a piedi. Tale condizione di sensazione di 'recupero produttivo' si ha forse proprio perché il consumo di elementi organici e variato e differenziato su più fronti. Un integratore del genere con uso semplice all'arrivo dell'allenamento ultra, regala certamente una imponente quantità di ogni vitamina disponibile e minerale, andando immediatamente a sopperire al consumo dovuto alle molte ore di attività. Inoltre riesce a fare tutto il lavoro reitegrativo attivando al minimo il processo digestivo, così da immagazzinare il necessario coefficiente alimentare lasciando piene risorse sanguigne verso i muscoli, evitando così spiacevoli e dolorosi crampi. Il disagio dei crampi muscolari è molto frequente dopo le grandi abbuffate post allenamento, ché impegnano per ore ed ore gran parte delle risorse corporee per immagazzinare tutto il necessario assunto durate il corposo pasto!



Devo aggiungere che non sono mai stato favorevole ad assumere un 'prodotto da laboratorio' però devo anche essere coerente con gli effettivi e tangibili risultati ché ho sentito nel recupero dopo l'assunzione di uno di questi prodigiosi integratori alimentari. Si tratta veramentedi di un 'provare per credere' dato che bisogna comunque assumenre il prodotto giusto nel momento giusto, evitando inutili mix come spesso si verificano nel mondo sportivo nella speranza di ottenere quelche improbabile miracolo fisico...
Un discorso specifico è da fare riguardo alle quantità necessarie a seconda della performante sostenuta. Infatti se il giro trail è troppo breve e scorrevole probabilmente non è necessario assumere nulla, diventato sufficiente nutrirsi in modo ragionevole... Mentre ho notato che quando supero alcune soglie chilometriche nei miei giri in montagna diventerai necessario un proporzionalmente e aumentato del consumo di questa formidabile pillola.
Quindi agisco così: se arrivo a 16km in salita assumo un compressa di Supradin efervescente, mentre se arrivo a 24 saranno due compresse ed ancora se arrivo a 35km allora tre... ovviamente non le prendo tutte insieme perchè l'organismo ne risulterebbe sovraccaricato e ne aspellerebbe gran parte. Cerco di consumarne una ogni quattro per dare il tempo al corpo di assimilare il prodotto. Prendo sempre la compressa 20-30 minuti prima di consumare il vero spuntino...

Tale espediente del carico vitaminico deve essere associato ad un alto quantitativo d'acqua da consumare nel post allenamento sorseggiando da una grossa bottiglia per tutto il giorno. Ciò sarà utile all'idratazione corporea così come a tenere pulito il corpo dalle scorie metaboliche accumulate durante la performance sportiva, oltre che alla corretta assimilazione del supplemento assunto.
Concludendo tale accorgimento migliorerà la condizione metabilica di chi ha sperimentato un forte calo metabolico conseguente a ripetute distanze estreme concluse negli anni. Condizione che si verifica frequentemente dopo i 40 anni di età, vista la distesa fisiologica delle capacità di recupero dovuta al abbassamento del profilo ormonale generale. Invece coloro che o per giovane età o per 'fortuna fisiolocica' non hanno mai sperimentato una situazione di stanchezza continuantiva da allenamento eviteranno nel tempo che questa si verifichi.
Sovente, fino a che certe situazioni non si verificano non si da peso alla peso alla voce di chi le ha vissute. Si pensa di essere sempre dei super uomini ma poi il giorno della 'sofferenza' prima o poi arriva e così ci si rende conto di essere tutti sullo stesso piano. È quello che é successo a me dopo tanti anni di Ultratrail ma che ora con questo piccolo espediente sono riuscito a risolvere.
Non per pubblicità ma perchè mi sono trovato bene, vorrei indicare un paio di multivitaminici famosi che ho usato con successo: Supradin e Multicentrum.

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mercoledì 9 novembre 2016

L'esperienza del Monoallenamento di Daniele per risolvere il fantasma dell'infortunio

Propongo qui l'esperienza di Daniele, con il metodo del Monoallenamento per la preparazione Ultratrail, grazie alla quale è riuscito a completare una lunghissima serie di competizioni rivolte alle lunghe distanze a piedi debellando l'infortunio articolare. Segue la sua descrizione:



 "Ho iniziato a correre in prima superiore: al liceo mezzofondo veloce (800 e 1500), dopo il servizio militare gare su strada per tre anni (dai 5 km alla mezza maratona), poi orienteering per una ventina d'anni (attività tranquilla, non più di 2-3 allenamenti alla settimana di 60' al massimo).
Nell'autunno 2013 mi sono dovuto fermare perché il tendine d'Achille del piede destro non reggeva più i ritmi della corsa e, dopo un anno, la cosa non migliorava ...
Il 30 agosto 2014 ero casualmente a Crissolo all'arrivo del Tour Monviso trail e rosicavo, perché un anno di sosta è lungo per uno che praticamente non si è mai dovuto fermare per infortunio. In un angolo vedo un banchetto che vende libri e butto l'occhio su un piccolo libretto dal titolo accattivante, che sembra promettere di poter fare gli ultra trail con un solo allenamento alla settimana e tre sedute di un altro sport che non sia correre.
Io, da tempo appassionato alle gare su lunghe distanze e convinto, infortunio a parte, di non avere a disposizione il tempo per allenarmi seriamente su competizioni di quel genere, mi incuriosisco, lo compro, lo leggo praticamente tutto d'un fiato e decido che ci potevo provare: un solo allenamento a settimana, per quanto lungo, ci poteva stare negli equilibri familiari, i ritmi bassi probabilmente erano compatibili con il mio tendine e, per quanto riguardava l'attività complementare, io andavo già ogni tanto in palestra a far ginnastica con mia moglie, si trattava solo di essere un po' più metodici.
Quindi comincio, praticamente da zero perché dopo un anno di sosta atleticamente ero uno straccio: ricordo ancora la prima uscita (5 km in piano ad un ritmo da lumaca) e i dolori muscolari dei giorni seguenti, mi sentivo un vecchietto sciancato ... però avevo ricominciato!
Per farla breve: sette mesi dopo, ad aprile 2015, ho concluso più che onorevolmente la Maratona Alpina di Val della Torre (42 km con 2600 m di dislivello, 35° su 93 classificati), seguita poi da altre gare via via più lunghe fino al Cro Trail 2016 (115 km con 7000 m di dislivello, 65° su 115 classificati).
La ciliegina doveva essere il Tor des Géants 2016, tra l'altro un mese prima del mio 50° compleanno: purtroppo un ruzzolone in bici mentre andavo al lavoro, dieci giorni prima della gara, mi ha costretto a partire ancora claudicante e a Perloz ho dovuto alzare bandiera bianca (dopo 157,7 km e circa 13.000 metri di dislivello).




Cosa dire del mono allenamento settimanale? Su di me funziona, mi ha permesso di scoprire una nuova filosofia delle lunghe e lunghissime distanze, il mio fisico si adegua molto bene allo sforzo prolungato grazie agli abbondanti recuperi tra una seduta di allenamento e l'altra, i ritmi bassi permettono al cervello di ragionare e gustarsi l'ambiente in cui si corre, mentre cresce una sorta di consapevolezza del proprio corpo consolidata nelle lunghe ore passate solo con me stesso.
Certo, non è tutto facile: gli schemi del libro vanno adattati alla propria situazione, bisogna capire bene come alimentarsi per non avere crolli durante gli allenamenti più lunghi, ci sono imprevisti e inconvenienti da affrontare (nel mio caso un'anomala rotazione delle ginocchia verso l'esterno che mi provocava l'infiammazione della bandelletta ileo tibiale negli impegni sopra i 50km, risolta con una soletta grazie alla competenza di un osteopata e di un podologo), bisogna riuscire ad essere costanti e tenaci negli allenamenti, destreggiandosi tra lavoro, famiglia e condizioni meteo non sempre incoraggianti. Però il sistema funziona, le gare si portano al fondo, aumenta la soddisfazione a mano a mano che si guadagna autonomia e, soprattutto, si scopre un mondo fatto di ritmi lenti, equilibrio con il proprio corpo e contatto con la natura che, senza quel libricino, non sarei riuscito ad assaporare."

Spero che le parole di questo atleta siano un punto di riflessione per altri ultratrailers che vogliono cimentarsi in modo sicuro e con soddisfazione nello sport di ultratra resistenza.

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